Intervista a un vecchio che non si è dimenticato di quand'era giovane. Lo scrittore Pietro Cabrini disquisisce sulla sua vecchia.
(lo scrittore Pietro Cabrini)
Apparentemente il giovane è aperto al mondo e il
vecchio è ripiegato su se stesso. Dico apparentemente, perchè non ne sono per
niente convinto.
Oggi, che sono vecchio, io frequento poche
persone e le frequento per giunta superficialmente (quando però sono in società
parlo ininterrottamente e chi riesce a fermarmi non è ancora nato). Ieri invece
avevo un'agendina esorbitante. Ma se penso a tutto il tempo che dedicavo al lavoro, mi viene da
pensare che forse ieri ero più CHIUSO di quanto non lo
sia oggi.
Certo, oggi faccio la vita del pensionato, cioè vivo in un territorio di 20 km quadrati. Tranne quando viaggio, il che avviene poche settimane
all'anno. Mi occupo della casa (manutenzione permanente), della salute (altra
manutenzione permanente), faccio la spesa, cucino, leggo, sto al computer, vedo
raramente gente, chiacchiero con mia moglie, passeggio. Ma quando ero sulla breccia,
cosa facevo di più? Facevo di più, questo è certo. Ma ero talmente concentrato
sulla mia meta professionale del momento, che in fondo in fondo avevo persino
meno centri di interessi di adesso. La mia vita si muoveva su un doppio binario:
lavorare e rilassarsi (ovvero distrarsi, dimenticare il lavoro). A volte ero preso tutto dal lavoro
e non trovavo neanche il tempo per distrarmi. Altre volte aspettavo tutto il
giorno il momento di distrarmi.
Questa è d'altronde la vita dell'adulto.
Sicuramente è più "attiva" di quella del
vecchio, nel senso che l'adulto si sbatte
di più. Ma non venite a dirmi che è più aperta al mondo, più relazionale, più
significativa. Può esserlo, ma non è detto... non è scontato affatto.
E allora, da dove viene l'impressione che il vecchio
stia praticamente solo vivacchiando?
Probabilmente viene dal fatto che la vita del
vecchio è più grigia, più ripetitiva, più lenta, più monotona, più appartata. Mentre quella
dell'adulto è tutta una agitazione, è
tutto un rumore. Epperò stingi
stringi, c'è poco, a mio parere, dietro questo frastuono. Non sempre, in altre
parole, l'adulto affronta sfide significative, impara, cresce, si affina, si
arricchisce.
Ma come non è inevitabile che un vecchio viva
isolato, così non è inevitabile che un adulto viva totalmente assorbito dal suo
lavoro.


