lo scrittore Pietro Cabrini
Abbiamo chiesto a uno scrittore che NON sta emergendo (probabilmente per colpa sua) se invecchiare... fa male.
Dipende.
Da che cosa?
Da chi si è stati in gioventù e da adulti.
Si spieghi meglio.
Beh, se da giovani si è stati degli scapestrati, dei balordi, gente pronta a fare e disfare, cultori dell'amore e del... tabacco. Beh a quel punto invecchiare può significare solo due cose: ammalarsi o pentirsi. Se ti ammali non hai tempo per pensare alla vecchiaia. Se "ti penti" hai buone possibilità di diventare vecchio. Ma difficilmente smetterai di rimpiangere i tempi in cui eri uno scapestrato e un balordo.
Questo è quello che è capitato a lei.
Esattamente. Io sono morto una volta. Ma mi hanno "ripescato". Da allora sono diventato un pentito. E non c'è giorno in cui non rimpianga quello che ero un tempo, malgrado abbia buttato via i miei anni migliori.
La scrittura le serve a vivere meglio la vecchiaia?
Sicuramente. In fondo io scrivo per elaborare il lutto.
Quale lutto?
Il lutto per la perdita del mio IO precedente.
lo scrittore Pietro Cabrini da giovane

