Anche con le migliori intenzioni e anche nelle cose più innocenti si può cadere nel sessismo, cioè in un atteggiamento che discrimina sulla base del sesso. Come in questo "innocente" manifesto, affisso in un comune lombardo, in prossimità dell'apertura dell'anno scolastico.
Lo so: oggi fare questo tipo di controdeduzioni, che negli anni sessanta venivano etichettate come controcultura, è decisamente out. Minimo minimo ti senti accusare di essere un radical-chic, cioè uno di quelli che leggono Le Monde e che hanno una visione elittaria del mondo (è successo a me su facebook di essere aggredito da due troll della Rete proprio perché citavo Le Monde).
Oggi è di moda considerarci assolutamente tutti uguali. Non nei diritti, beninteso, e nei doveri, il che è sacrosanto. Ma anche nell'intelligenza, nella cultura, nella prestanza. Dopo di che abbiamo l'effetto Umberto Eco, ovverosia la rete invasa dai pensieri triti e ritriti di quelli che, ahimè, non sanno né pensare né scrivere, ma parlano e scrivono lo stesso ... ad abundantiam.
Tornando all'anno scolastico incipiente di Pietra de' Giorgi. Questo manifesto non indulge, beninteso, al melenso sessismo degli anni '50.
Ma qualcosa di questa cultura, che in Italia è trasversale e sconfina in un tratto antropologico, trapela anche in questa affiche, dove il maschietto alza il braccio bello tronfio e sicuro di sé (io, io, maestra/o, lo so io...), mentre la bambina, chiaramente una orientale, è adagiata chete cheta con il mento sui libri (e sulla bandiera italiana) e guarda - soddisfatta, sorniona, oziosa? in tutti i casi passiva - verso di noi. Un mela (forse quella di Adamo ed Eva) fa da testimonial, insieme ai libri, alla bella scenetta.
Peccato che ragionar di stereotipi sessisti oggi non paghi, come ci testimonia Lorella Zanardo ne Il corpo delle donne, quando si sente chiedere dalle ragazze giovani: lei è una femminista, cioè una vecchia arrabbiata con il mondo e con gli uomini?
Ecco, in questo la Zanardo è stata molto lucida, ma forse troppo tenera. Il sessismo passa attraverso la mente e gli occhi degli uomini, ma troppo spesso vede le donne loro complici. Come nel caso citato, dove le ragazze rincarano il loro sessismo inconscio con una buona dose di ostilità nei confronti di quelle donne (le femministe) che non solo si rifiutano di essere prone al maschio, ma hanno per giunta il torto di essere anche delle vecchie.

Nessun commento:
Posta un commento