Cicerone elogia la vecchiaia, come è noto. E lo fa nel nome della atarassia. Il vecchio è colui che non soffre oramai più le pene d'amore e che non è più angustiato dai problemi della vita attiva.
Ma John Hawkes va ben oltre e addirittura rovescia lo schema di Cicerone, mettendo in discussione il luogo comune che vuole la giovinezza come l'età dei trionfi d'amore. Ascoltate per esempio come elogia l'erotismo dell'età matura attraverso le parole del protagonista di The Blood Oranges (1970), il fascinoso Cyril:
Dunque l'età matura che trionfa sulla giovinezza nell'Arazzo d'amore (questo il titolo con cui Arance rosso sangue è originariamente apparso in Italia).
Ammettiamolo: è un punto di vista nuovo per noi, che siamo condizionati dal mito americano della giovinezza. Un punto di vista che meriterebbe di essere approfondito e difatti ci ripromettiamo di farlo.
Uno schiaffo per il catastrofismo giovanilista di Michel Houellebecq e per tutti coloro, come lui, che ritengono spacciati (leggi da rottamare) quelli che non esibiscono più un corpo perfetto (riviste di moda, stilisti, pubblicitari...).
Uno spostamento, alla fin fine, dell'asse concettuale erotico: dalla fisicità alla personalità, dal guardare al provare, dall'esibirsi al relazionarsi.
La giovinezza non ha il monopolio dell'Amore. La linfa non scorre solo nei giovani. In tutte le mie avventure e in tutti i miei studi diligenti ma spassionati della letteratura erotica non ho trovato nulla che giustificasse le espressioni felici di totale sicurezza che leggiamo in genere sui volti superficialmente attraenti di tanti giovani uomini e tante ragazze ancora giovani. Essere spavaldi, vivaci, col corpo tornito e lo sguardo limpido non significa necessariamente essere i più capaci fra coloro che vengono buttati al centro dell'arazzo rosa. Chiunque avesse un minimo d'occhio per il sesso avrebbe riconosciuto nelle figure pienamente mature del nostro quartetto (Cyril, Fiona, Hugh, Catherine) un'esperienza, una finalità e una costanza appena accennate nelle posture affettate delle ragazzine che se ne stanno con il pollice agganciato nel bikini e le gambe brune rigidamente divaricate. Eravamo quattro allora, non solo due, e nel nostro quartetto la linfa d'annata fluiva liberamente, fluiva e stillava e ribolliva come forse mai più. Può la giovinezza vantare tanto?
Dunque l'età matura che trionfa sulla giovinezza nell'Arazzo d'amore (questo il titolo con cui Arance rosso sangue è originariamente apparso in Italia).
Ammettiamolo: è un punto di vista nuovo per noi, che siamo condizionati dal mito americano della giovinezza. Un punto di vista che meriterebbe di essere approfondito e difatti ci ripromettiamo di farlo.
Uno schiaffo per il catastrofismo giovanilista di Michel Houellebecq e per tutti coloro, come lui, che ritengono spacciati (leggi da rottamare) quelli che non esibiscono più un corpo perfetto (riviste di moda, stilisti, pubblicitari...).
Uno spostamento, alla fin fine, dell'asse concettuale erotico: dalla fisicità alla personalità, dal guardare al provare, dall'esibirsi al relazionarsi.


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