Quella degli anziani che è una realtà che si sta imponendo colla forza dei numeri. Fino a poco tempo fa anziano era il vecchio zio o la nonna. Qualcuno aveva anche il cane anziano o un vicino di casa anziano.
Adesso gli anziani sono fra di noi numerosi e onnipresenti, come gli alieni di Men in black. Ti assediano nei centri commerciali. Riempiono la sala d'aspetto del medico della mutua. Fanno il "tappo" nella circolazione automobilistica locale. Mia moglie, impietosamente, dice: anziano col cappello! che sta a significare: rallenta e rassegnati!
E i giovani?
In teoria i giovani sono quelli a cui sorride la sorte. Sono i pupilli della vita, come diceva Settembrini (La Montagna incantata).
Meno numerosi degli anziani, altrettanto molesti, tendono a far comunella e perciò questa cosa limita di molto il danno.
Persino negli autobus affollati riescono a fare massa fra di loro.
Siccome ti ignorano, diciamo che ti lasciano vivere!
Di loro si parla con compatimento: la generazione perduta!
Ma è tutta ipocrisia. Nessuno li vuole aiutare, tranne i genitori che li iper proteggono e forse qualche insegnante vecchia maniera.
Se li guardi ti senti profondamente in imbarazzo, tanto sono belli nella loro giovinezza, anche quando sono bruttarelli.
Hanno una pelle che sembra finta. Occhioni più belli di quelli dei neonati. Capelli da colpo basso feticistico.
Ma siamo poi tanto sicuri che queste ragazze e questi ragazzi, a parte il lavoro che non c'è, se la passino bene?
Credo che anche questo sia un luogo comune. Solo perché li vediamo ballare per delle ore, trastullarsi a non far nulla insieme agli amici e alle amiche, rimbalzare di qua e di là con il casco in testa, non significa che la loro sia la miglior delle condizioni possibili.
Una volta finivano sacrificati nella "mondiale sacra della morte" : la guerra (Thomas Mann).
Adesso ci pensa la criminalità organizzata, che governa mezzo mondo, a trasformarli in carne da lupanare.


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