venerdì 24 giugno 2016

HABEAS CORPUS o NO?



Che fine ha atto l'Habeas Corpus? Naturalmente non parliamo del principio giuridico, risalente all'Inghilterra del 1215 e sancito poi dall'Habeas Corpus Act del 1679. Ma parliamo, più genericamente (epperò anche più concretamente) del diritto al proprio corpo, che è l'estrinsecazione universale della norma la quale vieta l'uso arbitrario del corpo del detenuto.


Si direbbe che nel mondo il corpo oggi non vale ormai più niente e che si può impunemente violarlo in mille modi.
Violato il corpo delle ragazze ridotte in schiavitù e poi eliminate. Violato il corpo degli antagonisti politici. Violato il corpo dei giornalisti scomodi. Violati i corpi dei richiedenti asilo politico.

In questa mattanza spesso legalizzata, nel senso che a violare il corpo troppe volte è l'autorità che dovrebbe difenderlo, il corpo giovane è il più offeso, il più bistrattato. Giovani neri uccisi pretestuosamente dalla polizia nord americana. Giovanissime argentine avviate ai lupanari con la complicità della polizia. Giovanissime indiane stuprate e uccise nei villaggi senza che la polizia si scomodi ad indagare.

Quello anziano, di corpo, subisce altre offese, più subdole. Che sono l'abbandono, la mancanza di assistenza. Ma è un corpo che interessa meno. Perché intorno al corpo si è instaurato uno strano paradosso. Più il corpo è esaltato, celebrato, medializzato (parliamo ovviamente del corpo giovane), più questo corpo viene offeso e privato dei suoi diritti.
Insomma, tanto più il corpo è una risorsa, un capitale, un oggetto di desiderio, tanto più viene disattesa la norma giuridica che dovrebbe  proteggere questo corpo dall'arbitrio del più forte.

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