Che ultimamente mi abbia preso il trip dell'autofiction?
Fatto sta che mi viene voglia - ancora - di parlare di quello che può succedere alla persona anziana (cioè a me) quando mette il naso fuori dalla sua cuccia imbottita e insonorizzata.
Non tutti, ahimè, hanno una cuccia coibentata. Ma la maggior parte de baby boomer sì.
Dovevo andare a Genova per dei controlli. Di solito uso la macchina e con il navigatore e con il telepass hai ridotto al minimo i disagi del viaggio (unico problema l'affollamento carne contro carne degli autogrill).
Questa volta però ho deciso di usare il treno, per non incorrere nel marasma viario di Genova.
Pernottamento a Nervi, in una vecchia villa sopraelevata adattata a hotel. Camera matrimoniale affrescata, vista mare, e prima colazione: 85 euro. Cena ottima nella zona del porto: in due 60 euro. Gentili tutti. Che bello essere anziani rispettabili e solventi, ti vien da pensare!
Sulla passeggiata a mare, altri baby boomer melanconicamente sguardano i bambini che strillano e i giovani che si strusciano. Due bagnanti straniere, simpatiche ma un po' volgarotte, improvvisano un servizio fotografico hard. Sono chiaramente allieve di You porn. Tu intanto ripensi ai gelati che mangiavi, proprio lì, un sacco di anni fa, quando ne avevi solo 8 anni, di anni. E ripensi a certe ragazzine sconosciute di cui ti innamoravi istantaneamente fra le 16 e le 16 e 30, su quella passeggiata a mare, che adesso non ha più la luce intensa e i profumi di una volta.
Poi il giorno dopo ti accingi a fare quello per cui sei venuto qui e allora cominciano i casini. Perché a Nervi canni il treno dopo una corsa affannosa, avendo perso tempo a cercare una obliteratrice che funzioni. Poi a Brignole cambiano all'ultimo minuto il binario del tuo treno e, pur correndo anche questa volta, lo perdi di nuovo. Rendendoti conto che hai il fiatone, la lingua in fuori come i cani e il panama Panizza sulle 23, ti stoppi e osservi la disinvoltura con cui i giovani si muovono in quel casino ferroviario di treni che hanno metà delle porte che non funzionano e l'aria condizionata troppo alta, di annunci all'altoparlante che non si sentono perché lo speaker ha una vocina mielata da femminiello e sull'annuncio ci passano sopra sferragliando vari treni.
Dopo qualche ora torni a Nervi e, alleluia, ti becchi la pioggia. I giovani si coprono a due e tre per volta con gli asciugamani da spiaggia e ridono. Tu cerchi riparo in un bar, ma te ne vai via subito perché c'è una orribile musica ad altissimo volume e due clienti che sembrano hooligans cazzo di qui, cazzo di là. Corri sotto la pioggia in albergo a cambiarti. Poi esci a comperare lì vicino una giacca a vento, che stupidamente non hai messo in valigia. Cinquanta euro. E, già che ci sei, comperi un ombrellino da un ragazzo nero: cinque euro.
La differenza fra te e tutti quei ragazzi di 15 anni che pomiciano sotto la pioggia o se la raccontano a voce alta? Ma è ovvio: l'incoscienza. Non è la giovinezza in sé il valore aggiunto di quei bei musetti e di quei bei corpi, se si esclude l'aspetto estetico e il lato erotico, che pure hanno una loro importanza. Perché il corpo, a qualsiasi età, se lo bistratti, non fa sconti. E malgrado si sia giovani, ci si becca lo stesso una nefrite o una pleurite, se non la TBC. Mentre quando sei anziano la prudenza del corpo rallentato ti mette al riparo da simili patologie violente. Se da anziano arrivi ad ammalarti può essere che tu ti sia trascurato troppo dai 35 ai 55 anni, pensando di essere ancora un virgulto.
Però che bella, questa incoscienza delle menti giovane e inesperte!
E mentre mi dico questa frase melensa, di botto mi sento Bernard!
E mentre mi dico questa frase melensa, di botto mi sento Bernard!

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