martedì 28 giugno 2016

LA PIATTEZZA DEL MALE

A proposito di libri. Ho preso in mano, sleggiucchiato qua e là e messo subito da parte (cioè restituito alla biblioteca comunale) Il mondo è piatto (2005) di Thomas L. Friedman, editorialista del New York Times.
Se non avessi un certo grado di autostima, di fronte a uno che ha vinto tre premi Pulitzer farei come gli altri blogger che hanno recensito il volume. Mi perderei, cioè, in lodi sperticate.
Invece ho subito pensato che  i giornalisti dovrebbero fare i giornalisti e non i politologi o i sociologi o gli economisti.



Il mondo è piatto è un'abile glorificazione del mondo globale interconnesso, spacciato per il migliore dei mondi possibili. Una miniera di opportunità straordinarie a portata di tutti. Basta volerlo! Con delle sacche di resistenza, ovviamente, che corrispondono a quelle parti del mondo in cui il mondo non è ancora diventato piatto: esempio l'Africa e il mondo arabo. Ma sono sacche di resistenza che non mettono in discussione l'ineluttabile evoluzione del mondo verso la prosperità condivisa.

Orbene. Cosa c'entra il mondo è piatto con questo blog?
Beh, c'entra nella misura in cui io sono a caccia da giorni di libri che mi spieghino alcune nefandezze che avvengono nel mondo, ad ogni latitudine. Nefandezze che, a quanto pare, sfuggono alla percezione dei più. Perché i più, per quanto intimoriti da certi eventi (l'emigrazione in primis) vorrebbero tanto ritornare a cantare Sapore di sale...sapore di mare. E tutte queste cose cercano perciò di rimuoverle, di negarle, di non vederle.
Oppure, le "vedono", perché in qualche modo gliele propone la cronaca. Ma non le connettono fra di loro. Prendono atto della singola tessera del puzzle (i federali che sparano sugli insegnanti in Messico, gli estremisti islamici che fanno strage di donne e bambini in Nigeria...), ma non gli passa nemmanco per la testa che queste singole schegge di "nera", reiterandosi ogni giorno, possano fare tendenza.

C'è però un'altra ragione per cui il mondo è piatto entra in questo blog. Sarà pure diventato piatto il mondo, ma se lo è diventato lo è diventato perché, interconnessione a parte, si è generalizzato lo sfruttamento, l'omicidio di stato, l'influenza della criminalità organizzata, il deprezzamento della vita umana e nella fattispecie l'insulto permanente alla vita e al corpo dei giovani e delle donne.

Credo che i sussulti economici, politici, sociali che stanno scatenandosi come violente mareggiate sulle parti piatte del mondo (Europa innanzitutto) smentiscano fin da ora clamorosamente l'ottimismo di questo libro e costituiscano la miglior recensione al tentativo di Friedman di presentare il mondo come una nuovo paradiso terrestre (digitale).




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